Non necessariamente ogni angelo ha un paio d'ali ed è invisibile ai nostri occhi... il più delle volte ci sta accanto solo per alleviare le sofferenze di questa vita.


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Solo incrociare il tuo sguardo ha sanato le mie piume. Adesso queste ali che possiedo sono più forti, tanto forti da permettermi di spiccare il volo con te, che di ali sane ne possedevi già, non perché questa vita non te le ha sfoltite, ma perché tu non sei di questa vita... tu, angelo, hai accettato di viverla per darmi la forza di volare.C'è un angelo che viene dal paradiso, e per caso ha conosciuto un mortale al quale ha concesso le sue ali, preziose, belle, ali che solo quell'angelo poteva avere... quest'angelo un giorno decise che non sarebbe più tornato in paradiso, perché aveva conosciuto la felicità. Un brutto giorno la felicità svanì e si trasformò in sofferenza, perché il mortale andò lontano. L'angelo però non si dispera, perché spera che un giorno se pur lontano il mortale torni e insieme di nuovo, potranno volare con le ali e riassaporare la felicità... il mortale tornerà perché l'angelo gli ha concesso la cosa più pura e preziosa... fidandosi e amandolo.C'è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo. I suoi occhi sono spalancati, la bocca è aperta, e le ali sono dispiegate. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Là dove davanti a noi appare una catena di avvenimenti, egli vede un'unica catastrofe, che ammassa incessantemente macerie su macerie e le scaraventa ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e riconnettere i frantumi. Ma dal paradiso soffia una bufera, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che l'angelo non può più chiuderle. Questa bufera lo spinge inarrestabilmente nel futuro, a cui egli volge le spalle, mentre cresce verso il cielo il cumulo delle macerie davanti a lui. Ciò che noi chiamiamo il progresso, è questa bufera. (dalle tesi Sul concetto di storia, Einaudi, 1997, pp. 35-7)Il mio angelo è meraviglioso, lui non mi lascia mai. Delle volte è triste perché sa quanto soffro senza lui. Avrei voluto volare insieme a lui in quel mondo meraviglioso, insieme a tutti gli angeli. Il mio angelo è dolce e meraviglioso, mi ha fatto capire che ho una missione da compiere: i nostri figli nati da un grande amore e lui mi sostiene ogni giorno della mia vita.C’è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo. I suoi occhi sono spalancati, la bocca è aperta, e le ali sono dispiegate. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Là dove davanti a noi appare una catena di avvenimenti, egli vede un’unica catastrofe, che ammassa incessantemente macerie su macerie e le scaraventa ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e riconnettere i frantumi. Ma dal paradiso soffia una bufera, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che l’angelo non può più chiuderle. Questa bufera lo spinge inarrestabilmente nel futuro, a cui egli volge le spalle, mentre cresce verso il cielo il cumulo delle macerie davanti a lui.Angelo è colui che sa regalare senza chiedere nulla in cambio; sia questa felicità, un sorriso, un aiuto ai più deboli, un sostegno per chi nella vita cade ed ha difficoltà a rialzarsi, amore smaliziato, sostegno morale, psicologico, mentale, corporale, presenza attiva e di partecipazione all'altruismo e alla consapevolezza del grande valore del 'feedback' che la vita ci dona come ricompensa invisibile agli occhi ma visibile allo spirito; l'amore.